Un'estate a metà, per il momento. Vigilia di Ferragosto. Mi preparo a tornare a Portopalo. Monterò la tenda e tutto il resto. Ma qualcosa è già successa, quest'estate. Per esempio sono già stato a Portopalo due volte. La prima con Agata, Pippo e Violinda. Violinda è stata di pessima compagnia, peccato. Infatti, dopo pochi giorni è partita per Palermo. Non sono riuscita a farla star bene. Me ne dispiaccio. Pippo, invece, si è progressivamente inserito al meglio e frequenta la mia comitiva con successo. Alcune immagini.
1 commento:
Anonimo
ha detto...
Un'estate a metà per chi resta, un'estate piena per chi va via. La mia è stata certo piena. Di emozioni, belle e brutte, di confronti, di dubbi, di certezze, di sorrisi, di risate, di sole, di mare, di affetti. Tutte emozioni forti, salate, saporite, come l'isola sa dare. Il piacere di ritrovare amici di lunga data, i "vecchi" amici ormai, piacere di vivere situazioni del tutto adolescenziali, fastidio di sentirmi in una pelle non mia, dolore che non avevo voglia di provare, spensieratezza di alcuni momenti e programmazione della vita in alcuni altri. Parole di trentenni, per la prima volta. Un'entà strana la mia, con la quale sto imparando adesso a confrontarmi. Però è anche un'età in cui si dovrebbe essere capaci di godersi il bello che la vita può dare, lasciando da parte il brutto. La capacità, sviluppata con il tempo, di non stare troppo seduti sulle cose sgradevoli, di guardare con saggezza le zone grigie e di assaporare con il sorriso le dolci granite ai gelsi con panna e bioches. Scusa l'incursione nel tuo blog, ti mando un sorriso, e l'augurio che la seconda metà della tua estate ti porti felici momenti. Sto bene con te. A presto.
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Un'estate a metà per chi resta, un'estate piena per chi va via. La mia è stata certo piena. Di emozioni, belle e brutte, di confronti, di dubbi, di certezze, di sorrisi, di risate, di sole, di mare, di affetti. Tutte emozioni forti, salate, saporite, come l'isola sa dare. Il piacere di ritrovare amici di lunga data, i "vecchi" amici ormai, piacere di vivere situazioni del tutto adolescenziali, fastidio di sentirmi in una pelle non mia, dolore che non avevo voglia di provare, spensieratezza di alcuni momenti e programmazione della vita in alcuni altri. Parole di trentenni, per la prima volta. Un'entà strana la mia, con la quale sto imparando adesso a confrontarmi. Però è anche un'età in cui si dovrebbe essere capaci di godersi il bello che la vita può dare, lasciando da parte il brutto. La capacità, sviluppata con il tempo, di non stare troppo seduti sulle cose sgradevoli, di guardare con saggezza le zone grigie e di assaporare con il sorriso le dolci granite ai gelsi con panna e bioches.
Scusa l'incursione nel tuo blog, ti mando un sorriso, e l'augurio che la seconda metà della tua estate ti porti felici momenti. Sto bene con te.
A presto.
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