24/11/06

Gorizia



La mia vita sta cambiando? Mi sembra che riesca ad affrontare certe situazioni in maniera completamente differente, o almeno in modo diverso. Con qualche sfumatura. Ho trascorso un giorno a Gorizia, una città di confine. Nelle mie peregrinazioni non mi sono affatto accorto di questo aspetto. Ho camminato avanti ed indietro diverse volte sul corso principale, fatto di vetrine sbrillucicanti e botteghe meno patinate. La gente al tardo pomeriggio riempie i bar per bere qualcosa, preferibilmente spritz. Ne ho bevuti due prima di entrare al cinema. Nelle tasche ho alcuni fazzoletti zuppi di muco nasale. Sono molto raffreddato ed ho mal di gola, ma con mia grande sorprese non ho smesso di fumare. Rischio di prendermi una bronchite? Mi sciacquo tre volte al giorno con la propuli. E poi torno nella mia cameretta, che mi piace. È accogliente. Ha due letti. A me ne basta uno, ma uso il cuscino dell’altro letto. C’è il parquet per terra e due finestre che danno sul mercato ortofrutticolo di fronte alla locanda Sandro. Nessuno sa perché sono qui. Solo Linda sa che sono a Gorizia. Chissà perché gliel’ho detto. Aver ricevuto una telefonata indagatoria dai miei genitori mi ha un po’ infastidito. Oggi pomeriggio dopo l’esame sono andato a mangiare abbondante. Ho preso un piatto di gnocchi alla zucca ed un piatto di polenta e coniglio. Stasera solo le schifezze che accompagnano gli spritz. Sia quello bianco che quello rosso. Il teme di oggi chiedeva di riflettere sul ruolo della riproducibilità tecnica nel cinema. Paradossalmente mi è parso un argomento un po’ ostico da trattare. Che cos’è il cinema senza la riproducibilità tecnica? Ho svolto un tema che non mi è piaciuto. Di sicuro quello fatto a Roma era migliore. Nemmeno alla commissione è piaciuto molto; mi hanno dato 24 punti su 40. Così domani dovrò darmi da fare per risalire dalla mia quindicesima posizione in graduatoria, ad una posizione più utile per il mio piazzamento. Gorizia è un paese. Ma ha degli scorci visivamente interessanti. Ho visto la fondazione musicale, proprio di fianco all’università, che è un pezzo di architettura razionalista davvero notevole. E poi ci sono delle strade deserte, come quella su cui affaccia l’ex bagno comunale.
Ecco finito il mio esame orale. I membri della commissione mi sono parsi molto simpatici. Quello che non mi sembrava informissima si è fatto I cazzi suoi tutto il tempo, quindi va bene così. Il toscanaccio Quaresima mi è parso il più interessante. Il giovanotto sapeva pure dove fosse l’archivio di stato di Bologna. Li ho ben informati circa la mia posizione per il sovrannumero. Ed adesso non mi tocca che sperare… Non che abbia fatto un esame orale trascendentale… E nemmeno uno scritto trascendentale… Ma il giovanotto che l’ha corretto ha dichiarato di aver apprezzato il mio percorso bibliografico… Valli a capire ‘sti valutatori... E adesso, che faccio? Sono in sala studio sperando di poter usare internet, ma la rete è protetta. Allora mi sono messo lo stesso il mio Mac davanti. È da un po’ che non stavamo così tanto tempo insieme. Senza di lui i miei giorni goriziani non sarebbero stati gli stessi. Poi ieri sera ho visto un po’ di “I fiori del Male” di Chabrol. Prometteva bene come al solito… Storie d’amore fra cugini… Che forse non sono cugini… Che dire della sequenza in cui…. Qui si interessano solo all’inglese che pare nessuno sappia troppo bene. Quando ho chiesto di fare anche l’esame di francese mi hanno risposto che non era richiesta tale lingua ma che verrà tenuta in considerazione al momento dell’esito e della graduatoria…. Ma poi tu viene a trovarmi se vado davvero a vivere a Wien. Perché il mio progetto sarebbe quello di andare a vivere lì per un po’, facendo anche un corso di tedesco. Wien è una città bellissima in cui classico, moderno e post-moderno si accavallano come da nessuna parte in Europa. C’è una delle migliori sale da concerto del mondo e c’è una scena di musica elettronica che spacca. Poi sei nel cuore di un’Europa che c’è ma che non esiste più. E l’Est è lì a due passi. Trascorse le giornate a Paris mi sono accorto di come sia una città quasi morta, irrigidita su qualcosa che tra l’altro nemmeno mi piace (più). Magari l’Est… Di sicuro c’è molta voglia di cambiare e di trasformarsi. Mi sono messo in fissa con questa faccenda della trasformazione, dei luoghi energetici… Le grandi metropoli sono posti in cui le cose accadano. È vero, ma chi sono i personaggi, gli attori di quanto accade? Secondo il mio amico Manù saranno i contadini a fare la prossima rivoluzione. E allora siamo fritti. In Italia nessuna rivoluzione. I contadini non esistono e se esistono è solo perché si sono trasformati in borghesi e capitalisti e non hanno nessuna intenzione di perdere quel poco che hanno acquisito. C’è quella mostra d’arte che si chiama Manifesta che fino ad ora è stata ai margini dei grandi giri, dei luoghi istituzionali della distribuzione dell’arte. Però, se non ricordo male l’ultima in corso di organizzazione sarà in uno, o addirittura, più posti celebri. Anche lì c’è voglia di successo. Io non ho mai avuto particolare voglia di successi… Nè con le donne, né nel mio lavoro artistico, né… insomma sono uno cui piacciono I flop? Forse.
Ho deciso di prendere il treno nonostante non siano ancora usciti i risultati. Preferisco staccare un attimo da questa frenesia dell’esito. Tutto sommato, se lunedì verranno pubblicate su internet le graduatorie definitive… Non c’è poi tutta questa fretta. Ad un’attenta lettura del bando, ho scoperto di avere pochissime speranze. Dovrei essere almeno idoneo e per diventarlo avrei dovuto totalizzare all’orale almeno 46 punti su 50…. Un po’ troppi per quello che è stato l’esame. Chissà cosa accadrà in queste ore. Ho appena superato Udine e tutto scorre nella luce pomeridiana che da queste parti non è affatto male. Un po’ lattiginosa. Ma differente da quella di Venezia. Lì la laguna dà tutto altro effetto. Nebbioso ed umidiccio. L’ultima volta che ho visto la commissione, stava consumando un pasto frugale post esami nel bar dove ho comprato il mio biglietto d’autobus. Poi ho preso il treno quasi al volo. Sul treno c’erano dei ragazzi che hanno fatto l’esame con me. Mi hanno invitato a sedermi con loro. Non ne avevo nessuna voglia. Il caso mi ha assistito, in quel momento mi ha chiamato Chiara. Così ho potuto tergiversare per un po’ e poi a Udine mi sono seduto per I fatti miei. Davanti a me c’è una coppia molto giovane. Forse sono appena usciti dalla scuola e tornano a casa. Lei assomiglia un po’ ad Elisa. Ne è consapevole? A guardare il suo taglio di capelli direi proprio di si…. Ma che m’importa a me? Qui siamo lontani lontani. E tutti forse vorrebbero venire a vivere a Bologna. Il Tagliamento è completamente asciutto. L’unica cosa che so per certo è che qui si squaglia. I ragazzi scendono. Distenderò I piedi. Macchè solo lui va via. Mi piacerebbe parlare con lei. Cosa dovrei fare smettere di scrivere. Ma l’avevo già deciso. Volevo solo completare il foglio. Ed ecco che la fine del foglio è praticamente arrivata. È talmente vicina che mi vergogno pure ad alzare lo sguardo. E poi, è una bimba… ma monella e cattiva, probabilmente...

1 commento:

Sciara ha detto...

Hai visto Fuoco fatuo? pure così bello, estenuante, nebbioso ed umidiccio, il giovanotto, il trascendentale, ed il finale é uguale al viaggio sentimentale, più drastico, certo.